Marketing Funnel

Non va mai dato per scontato. Il suo funzionamento, per quanto scientifico, per lo meno dal punto di vista di chi sta scrivendo, deve in qualche modo dotarsi di una pillola di soggettività. Io da sempre, dico che nel funnel digitale (almeno, in quello digitale), dobbiamo fondere awareness e interest. Questo perché non si tratta di mostrare un manifesto a chiunque passi nella via. Addirittura oggi, anche le smart tv, si dotano di sistemi che consentono di mostrare commercial diversi, sulla base delle abitudini (interessi) degli utenti piazzati davanti alla TV. Del resto… altrimenti, questi si nasconderebbero per qualche istante nei loro device.

Marketing Funnel

Per comprendere però per bene, come si passa da un segmento all’altro e si arriva quindi nel punto stretto dell’imbuto, proviamo a fare ordine, spiegando ogni passaggio.

Partiamo da un perché, però. Perché imbuto (funnel)? Perché nella parte larga sta un grande bacino di utenti, ma nella parte stretta, quella più selettiva, stanno quelli che seppur pochi, hanno maggiori probabilità di portare una conversione (raggiungimento di un obiettivo).

Awareness

Sinteticamente: conoscenza. Presa di coscienza che esiste un prodotto. Qualcosa che può o meno essere utile. Lo vedo (ma non necessariamente lo guardo).

Interest

Mostro interesse per il prodotto che ho imparato a conoscere. O meglio, mostro interesse per il prodotto che ho scoperto esistere. Di qui, la mia necessità e convinzione, che per monetizzare al massimo, la fase di awareness digitale, deve comprendere l’interesse. Vedo (e probabilmente guardo) un prodotto che mi può interessare.

Consideration

Mi informo. Prendo in considerazione l’idea “di”… Qualsiasi idea, ma sicuramente l’interesse che ho palesato nel segmento precedente, adesso si concretizza con una serie di domande.

Intent

Ready to buy“. Sono pronto a comprare. Determino un’azione, diversa da quella di informazione. Probabilmente in questa fase mi documento sul prezzo (ma anche non necessariamente). Qui io voglio comprare.

Purchase

Compro. Perché le informazioni ottenute nella fase di intent mi hanno convinto. Non sono più “ready”, ma sono ufficialmente col portafoglio in mano, alla cassa e sto pagando.

 

Ecco, esiste anche un reverse funnel, nel quale una volta comprato, potenzialmente risultiamo così contenti (non sempre), da diventare ambasciatori del prodotto stesso. La fase del WOM (word of mouth – passaparola), conosciuta anche come Advocacy.
Diventiamo in pratica promotori spontanei della nostra scelta (del prodotto che abbiamo acquistato).

 

Contestualizzare il funnel è dal mio punto di vista, una delle attività più suggestive del nostro lavoro. Capirlo lo è ancora di più e rende il lavoro davvero facile.
Usare il funnel, per ottenere risultati… è davvero intrigante.

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Andrea Testa

Andrea Testa

CEO & Founder a Blubit srl
Lavoro nel web dal 1993, contribuendo a realizzare più di 1300 siti web. Insegno "internet" dal 1996 e mi occupo di keyword advertising praticamente da sempre, partendo dalle piattaforme di PPC prima con Ouverture e poi con AdWords. Individual Qualified partner di Google AdWords dal 2007, Certified Partner dal 2010, Top Contributor di AdWords dal 2010. Sono docente nei Master IULM in comunicazione e marketing dal 2011 e dal 2012 docente di Web Marketing e Search Engine Marketing nel Corso di Laurea Magistrale in Marketing, consumi e comunicazione, indirizzo Digital Marketing. Dal 2000 sono amministratore della Blubit srl, specializzata nella consulenza in SEM e SMM. Autore di Fare Business col Digital Marketing

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