Miti e falsi miti delle Corrispondenze Generiche in AdWords

Leggendo in rete si trovano molte affermazioni su tanti campi inerenti il Digital Marketing, ma probabilmente tra le più fantasiose e fasulle, devo dire che se ne trovano sulla frequenza di rimbalzo (bounce rate) e sulle corrispondenze generiche di AdWords. Queste ultime sono difficilmente gestibili da quegli utenti alle prime armi che si approcciano ad AdWords con la voglia di imparare, ma destinando alla piattaforma stessa – troppo velocemente – l’infausto rendimento della campagna.
Cerchiamo quindi di dire il vero su 10 temi scottanti, che riguardano l’attualità delle corrispondenze generiche di AdWords.

10 verità sulle Corrispondenze Generiche

1. Col KeyWord insertion, non appare la query
Ho sentito dire che con una chiave generica, quando si usa il keyword insertion, il sistema la cambia con la query. Non è vero… facciamo attenzione!
Se la generica è matrimonio e la query è divorzio, lo snippet userà matrimonio!

2. Campagna vecchia fa sempre buon brodo
Se vi capita di gestire una campagna con chiavi molto vecchie che hanno buone performance da qualsiasi punto di vista, non distruggete le corrispondenze generiche cambiandole in altre corrispondenze. Probabilmente la campagna avrà maturato così tanta “esperienza” da funzionare bene anche “mal” configurata.

3. La quota impression è sulle query, non sulla chiave
Purtroppo è così… ricordate sempre questo. Se quindi vedete volumi molto bassi di QI, piuttosto attivate l’analisi della quota impression per corrispondenza esatta.

4. La posizione media, è veramente media…
Banale a scriverlo, ma è così. Torniamo all’esempio di cui sopra. Se ho una posizione media 4 su matrimonio e 2 impression, potrebbe essere il risultato di questo calcolo:
– con query matrimonio, posizione 1
– con query divorzio, posizione 7
7 + 1 = 8 / 2 = 4 (bel problema!)

5. Il CTR deve essere analizzato sul dettaglio dei termini di ricerca
Mi raccomando! Come detto sopra, essendo un valore medio, cercate di capire come le varie query interagiscono con gli utenti. Basarsi sul CTR delle corrispondenze generiche sarebbe molto pericoloso.

6. Il punteggio di qualità è “reale”
Probabilmente è l’unico dato reale delle corrispondenze generiche, anche perché dobbiamo ricordare che nel punteggio di qualità, concorre l’attinenza tra chiave e contenuto della landing e tra chiave e annuncio.

7. Guardate sempre cosa ha convertito
Una conversione su chiave generica è una specie di ago nel pagliaio. Cercate di scoprire la query che ha convertito e se il suo comportamento è ciclico, estrapolatela dalla generica e creategli una sua corrispondenza.

8. Inverse, inverse, inverse
Un mio tipico assunto. Potrebbe esistere una campagna con una sola chiave a corrispondenza generica, ma è importante fare in modo di rimuovere le query che non servono. Ricordatevi quindi sempre di dare un occhio al dettaglio dei termini di ricerca, per rimuovere cosa non serve.

9. Strategie di offerta da limitare
Proprio per il fatto che sono camaleontiche, è vivamente sconsigliato usare una strategia di offerta su questo tipo di corrispondenze. Il rischio è di far lievitare i costi per clic o far attivare la strategia, anche quando non serve.

10. Prendete in considerazione le campagna con Annunci Dinamici
Lo scopo iniziale può essere lo stesso, cioè scoprire nuove opportunità. Le due soluzioni sono da testare.

Per approfondimenti, consiglio la lettura sulla Guida di AdWords di:
Utilizzo delle opzioni di corrispondenza delle parole chiave“.

The following two tabs change content below.
Andrea Testa

Andrea Testa

CEO & Founder a Blubit srl
Lavoro nel web dal 1993, contribuendo a realizzare più di 1300 siti web. Insegno "internet" dal 1996 e mi occupo di keyword advertising praticamente da sempre, partendo dalle piattaforme di PPC prima con Ouverture e poi con AdWords. Individual Qualified partner di Google AdWords dal 2007, Certified Partner dal 2010, Top Contributor di AdWords dal 2010. Sono docente nei Master IULM in comunicazione e marketing dal 2011 e dal 2012 docente di Web Marketing e Search Engine Marketing nel Corso di Laurea Magistrale in Marketing, consumi e comunicazione, indirizzo Digital Marketing. Dal 2000 sono amministratore della Blubit srl, specializzata nella consulenza in SEM e SMM. Autore di Fare Business col Digital Marketing

Lascia un commento