Normative Farmacie AdWords, annosa questione

Almeno al momento in cui scrivo, la normativa AdWords su “Sanità e Farmaci” recita che in Italia non è consentito pubblicizzare tali attività. Viene spiegato in modo abbastanza dettagliato cosa si può fare e cosa invece non è assolutamente possibile. È per esempio possibile investire in quel mondo che ho sentito chiamare di “pannolini, cremine e cerotti”, ma non si può pubblicizzare la vendita di farmaci. Tuttavia, in questo mondo – che comprende abbastanza comprensibilmente anche i venditori di integratori – accadono da sempre focose lotte tra chi ha ragione – o pensa di aver ragione – e chi pur non avendola, fa la bella vita e vince su tutti.

Normative Farmacie AdWords sembrano tre parole separate. Ma purtroppo sono un’unica questione, ancora lontana dall’appagare tutti i giocatori in campo.

Il punto della questione ruota primariamente su 3 punti cardine:

  1. In Italia non si possono pubblicizzare le farmacie online. In nessun caso e senza eccezioni.
  2. Google vieta la promozione di farmaci con obbligo di prescrizione medica. In nessun caso e senza eccezioni.
  3. Google consente alle case farmaceutiche, la promozione di farmaci da banco.
    Per promuovere i propri farmaci da banco, la casa farmaceutica, dovrà debitamente compilare un apposito modulo di iscrizione.

Fin qui tutto sembra filare liscio, ma si incontrano subito alcune difficoltà, relative soprattutto ai contenuti. Se è vero che non può avvenire la pubblicizzazione di farmaci, è altrettanto vero che Google non gradisce neanche contenuti testuali che rimandano alle farmacie stesse ed è come se il sistema, scansionando le pagine del sito, avesse un vero e proprio rigetto nei confronti di termini o argomenti quali:

  • indicazioni sulla salute fuorvianti in genere (cura, guarisce…),
  • farmacia,
  • prodotti farmaceutici o integratori non approvati,
  • integratori che contengono principi attivi farmaceutici o ingredienti pericolosi,
  • prodotti approvati da enti non autorizzati per legge a farlo,
  • prodotti con nomi fuorvianti.

I primi due punti dell’elenco, sono spesso quelli che passano in secondo piano per gli inserzionisti, che guardando unicamente ai prodotti che pubblicizzano, non badano ai testi o alle descrizioni dei prodotti. In questi casi, un problema che spesso si presenta, è che il feed dei prodotti arriva direttamente da altri siti e quindi non è modificabile in prima persona dal sito web.

La cosa più frustrante arrivati a questo punto, è che gran parte degli inserzionisti, non capisce il motivo per il quale il proprio sito web viene bloccato, mentre siti che vendono gli stessi prodotti, continuano indisturbati nella vendita. Si possono verificare 3 casi su tutti:

  1. Il sito web del concorrente vende prodotti leciti, ma a differenza dell’azienda bloccata, non presenta contenuti in violazione con le normative AdWords.
  2. Il sito web del concorrente – così come quello dell’azienda bloccata – vende prodotti leciti, ma presenta contenuti in violazione delle normative AdWords.
  3. Il sito web del concorrente, vende prodotti vietati.

Nei casi 2 e 3 solitamente Google interviene direttamente per bloccare l’inserzionista, ma non sempre i tentacoli di Big G arrivano ovunque e in questi casi è molto, ma molto importante che chi si accorge della violazione, si adoperi per fare una segnalazione a Google, compilando l’apposito modulo, al fine di portare al blocco dei contenuti vietati.
Anche qui vengono fuori altre difficoltà, perché molti inserzionisti denunciano la lentezza o la mancata presa in considerazione delle segnalazioni. In realtà non è così e ogni richiesta viene scrupolosamente presa in considerazione. Può succedere – visto che l’analisi è manuale – che il censore non ravveda il problema e in questi casi, mantenendo la pazienza, è assolutamente opportuno ripetere la segnalazione a distanza di qualche giorno.

È comprensibile il passaggio a vari stadi e stati di frustrazione, ma perseverare nel proprio reclamo, se questo è lecito, porterà senza dubbio alla risoluzione del problema!

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Andrea Testa

Andrea Testa

CEO & Founder a Blubit srl
Lavoro nel web dal 1993, contribuendo a realizzare più di 1300 siti web. Insegno "internet" dal 1996 e mi occupo di keyword advertising praticamente da sempre, partendo dalle piattaforme di PPC prima con Ouverture e poi con AdWords. Individual Qualified partner di Google AdWords dal 2007, Certified Partner dal 2010, Top Contributor di AdWords dal 2010. Sono docente nei Master IULM in comunicazione e marketing dal 2011 e dal 2012 docente di Web Marketing e Search Engine Marketing nel Corso di Laurea Magistrale in Marketing, consumi e comunicazione, indirizzo Digital Marketing. Dal 2000 sono amministratore della Blubit srl, specializzata nella consulenza in SEM e SMM. Autore di Fare Business col Digital Marketing

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